Come preparare e fotografare un oggetto perché si venda
Stesso oggetto, stesso prezzo di partenza: cambia solo come si presenta. E si vende in metà tempo.
· 6 min di lettura · a cura di RespawnIT
Per far rendere di più un dispositivo usato servono tre cose: pulirlo bene prima di fotografarlo, fotografarlo con luce naturale diffusa su uno sfondo neutro e uniforme, e mostrare senza nasconderli i difetti che ci sono. Servono almeno cinque foto: fronte con lo schermo acceso, retro, i due lati, e un primo piano di ogni graffio. Dichiarare un difetto in anticipo non abbassa il prezzo finale, evita il reso, che invece lo azzera.
La pulizia vale più di quanto sembri
Due esemplari identici, stesso stato reale: uno pulito e uno con le impronte e la polvere nelle fessure. Il secondo sembra più vecchio, e chi compra tratta come se lo fosse. Sono dieci minuti che si ripagano da soli.
- Panno in microfibra appena umido per scocca e schermo. Umido, non bagnato.
- Cotton fioc asciutto o uno stuzzicadenti per le fessure, la griglia dello speaker, il bordo dello schermo. È lì che si accumula lo sporco che invecchia un oggetto.
- Niente alcol o detergenti aggressivi sugli schermi: rovinano il trattamento oleorepellente e si vede.
- Niente liquidi vicino alle porte di ricarica e ai microfoni.
- Togli la pellicola vecchia se è graffiata: sotto lo schermo è quasi sempre perfetto, e senza pellicola sembra un altro oggetto. Ma controlla prima che sotto ci sia davvero il vetro intatto.
- La cover si toglie per le foto: nasconde proprio quello che chi compra vuole vedere, e chi nasconde insospettisce.
Le foto: la parte che decide
Su un annuncio le foto contano più del testo, e sull'usato contano più del prezzo: sono la cosa che dice se ti puoi fidare. Non serve una macchina fotografica, serve luce.
La luce
Vicino a una finestra, di giorno, senza sole diretto. La luce diffusa non crea riflessi sullo schermo e rende i colori veri. La luce artificiale di casa ingiallisce tutto e fa sembrare grigio il bianco; il flash appiattisce l'oggetto e riflette sullo schermo.
Lo sfondo
Uniforme e neutro: un foglio bianco, un tavolo di legno chiaro, un piano grigio. Niente tappeti a fantasia, niente divano, niente altri oggetti nell'inquadratura. Lo sfondo pulito fa sembrare l'oggetto più curato, ed è l'unico trucco che funziona senza mentire.
Le cinque foto che non possono mancare
- Fronte, schermo acceso. Acceso è importante: dimostra che funziona e mostra eventuali pixel morti o aloni. Meglio con una schermata chiara e uniforme.
- Retro, tutto intero.
- Lato sinistro e lato destro, dove si vedono bordi e spigoli: è lì che si concentrano le botte.
- Primo piano di ogni difetto, in luce radente perché si veda davvero.
- Scatola e accessori disposti accanto all'oggetto, se li hai.
I difetti si mostrano, non si nascondono
È la parte controintuitiva, e vale la pena spiegarla bene. Un graffio fotografato da vicino non abbassa il prezzo finale: sposta la trattativa prima, e la chiude. Un graffio scoperto dall'acquirente quando apre il pacco fa un'altra cosa: fa aprire una contestazione, e a quel punto hai perso la vendita, la spedizione e il tempo.
Vale anche per i difetti funzionali. «La batteria è al 79%» scritto nell'annuncio è un dettaglio tecnico; scoperto dopo è un motivo di reso.
Le prove che valgono soldi
Sull'usato chi compra sta comprando anche la tua credibilità. Queste tre cose la costruiscono in un secondo:
Prima di consegnarlo
Due cose, sempre, in quest'ordine: cancella i dati e fai il logout dagli account (la procedura completa è qui: il solo reset non basta), e fotografa il numero di serie o l'IMEI insieme all'oggetto. Il primo passaggio serve a te e a chi compra; il secondo serve a te se un giorno qualcuno contesta un reso.
Se la valutazione la fa un'AI, le foto contano ancora di più
Sulla nostra pagina la prima stima la fa un'intelligenza artificiale che guarda le tue foto e prova a riconoscere marca e modello. Con una foto sfocata, storta e in penombra riconosce poco e sbaglia di più; con una foto frontale, a fuoco e ben illuminata ci prende molto più spesso.
È anche il motivo per cui, dopo il riconoscimento, ti chiediamo di confermare il modello: tu l'oggetto ce l'hai in mano, l'AI ha due foto. Se correggi, la stima si rifà sul modello che hai indicato tu.